Valorizzare il patrimonio comunale (18 maggio 2009) sala consiliare del Comune di Atripalda

Il saluto del primo cittadino Aldo Laurenzano

L'autore del libro Amatucci e il segretario generale Antonio FraireI relatori del convegno
«Più che un convegno, sarebbe stato necessario organizzare un vero e proprio seminario sulla valorizzazione del patrimonio comunale», questa frase del primo cittadino Aldo Laurenzano può racchiudere il grande interesse e la partecipazione che ha riscosso il convegno “Valorizzare il patrimonio comunale” che si è svolto nell’aula consiliare del Comune di Atripalda. L’incontro si è incentrato praticamente sul volume dall’omonimo titolo curato dal professore Fabio Amatucci. «Anche la nostra Amministrazione si è posta il problema della valorizzazione del proprio patrimonio, scontrandosi con una serie di difficoltà sia di ordine organizzativo, legato alle difficoltà di realizzare un inventario accurato che logiche, ovvero sul modo migliore di renderlo disponibile alla collettività», ha proseguito il sindaco. A moderare il convegno, che ha visto la partecipazione dei professori e studiosi Capolupo, Ricci e del revisore dei Conti del Comune atripaldese Volino, il segretario generale Antonio Fraire. «Il testo di Amatucci è illuminante non solo perchè descrive gli aspetti tecnici del Decreto legge che impone ai comuni di redigere il piano ma suggerisce anche gli strumenti necessari per valorizzare il patrimonio che diventa una vera e propria forma di finanziamento, anche nell’ottica del federalismo fiscale». Nel corso della discussione è comunque emerso che la valorizzazione del patrimonio rappresenta un modo nuovo di fare politica che trascende l’amministrazione in senso stretto per varcare i confini della programmazione. Il professore Capolupo ha fatto un excursus sul quadro normativo che ha portato al decreto legge, sottolineando la necessità di mettere in vetrina un patrimonio che fino ad oggi è stato utilizzato dai Comuni soltanto per scopi sociali, perdendo di fatto buona parte dei fondi che se ne sarebbero potuti ricavare. Particolarmente articolato anche l’intervento del professore Paolo Ricci che ha evidenziato le difficoltà operative nel realizzare un inventario preciso del patrimonio e la degenerazione del suo utilizzo, legato troppo spesso alla ricerca di un consenso basso, piuttosto che al recupero di una funzione sociale del comune e di soddisfazione del cittadino. E, comunque, per Ricci più che di vendita, si dovrebbe parlare di svendita del patrimonio a causa della mancanza di un’economia forte e di un compratore interessato in Italia. Volino si è soffermato maggiormente sugli strumenti tecnici e di controllo nell’ottica del decentramento amministrativo che incide notevolmente sulla gestione del Comune. Ovviamente le conclusioni sono state affidate al professor Amatucci che, riepilogando il senso e la genesi della sua opera, si è soffermato sulla necessità di ripensare il concetto di patrimonio all’interno di un programma di sviluppo concreto e ben articolato. Programma che non può prescindere dall’utilizzo di strumenti finanziari ed economici nuovi per il mondo della Pubblica Amministrazione, come il project financing e lo spin off nella gestione immobiliare del patrimonio comunale.
Atripalda, crocevia di culture

Il sindaco, la Soprintendente Nava e l'equipe di studiosi della II Università di Napoli

I saluti dell'assessore delegato alla cultura Luigi Adamo

Il Soprintendente Nava e il Commissario prefettizio alla Provincia Bruschi
Il rinnovo e il rafforzamento di una collaborazione istituzionale tra la Soprintendenza ai Beni Archeologici e l’Amministrazione comunale di Atripalda, la realizzazione di una nuova sede di studi per la II Università di Napoli e la costruzione della nuova sede dei boys scout di Atripalda: non solo scoperte archeologiche nel convegno di studi che si è svolto ieri pomeriggio nell’aula consiliare della cittadina del Sabato. “Atripalda, crocevia di culture”, questo il tema dell’incontro che ha visto la partecipazione della Soprintendente Maria Luisa Nava, del Soprintendente ai Beni artistici e storici Giuseppe Muollo, del Commissario prefettizio alla Provincia di Avellino Bruschi, dello staff di studiosi della II Università di Napoli e, ovviamente, del sindaco Aldo Laurenzano e dell’assessore alla cultura Luigi Adamo. «Questi momenti di cultura sono fondamentali per la crescita della nostra collettività e per il futuro di Atripalda – ha detto il sindaco Laurenzano – ringrazio la Soprintendenza per il grande lavoro che sta svolgendo quotidianamente. Sono soltanto rammaricato per l’assenza dei nostri studenti, ma continueremo lungo questa sinergia che ha portato, tra le altre cose, anche ad ospitare la rappresentazione della Via Crucis nell’antica Abellinum». «Il nostro patrimonio storico e archeologico ha anche un valore sociale di grande impatto per il nostro territorio, viviamo in un territorio difficile segnato da fenomeni gravi come gli eventi sismici che rappresentano un vero e proprio reset della vita quotidiana – ha detto l’assessore Adamo – ecco perchè è fondamentale non dimenticare il nostro passato, ma anzi recuperarlo e tramandarlo». La Soprintendente Nava ha presentato gli studi effettuati dallo staff della II Università di Napoli: «Uno degli scopi del nostro lavoro e della collaborazione con il Comune di Atripalda è quello di creare nuove occasioni occupazionali per i nostri giovani, oltre ovviamente a riportare alla luce un patrimonio storico e culturale per Atripalda. Abbiamo rischiato di perdere un patrimonio collettivo di valore inestimabile soltanto una quarantina di giorni fa, ma grazie all’appoggio del sindaco Laurenzano e della sua Amministrazione siamo stati in grado di superare un momento di enorme criticità che ci siamo lasciati definitivamente alle spalle. Con le scoperte siamo soltanto all’inizio, visto che stiamo lavorando solo da otto mesi ma abbiamo intenzione di partecipare ad una serie di incontri che contribuiranno a valorizzare l’antica Abellinum. Infine, recupereremo anche uno stabile all’interno del Parco che ospiterà, in una sua parte, la sede dei boys scout di Atripalda». La dottoressa Quilici Gigli ha, invece, introdotto il tema principale, ricostruendo con una serie di slide, di foto e di rilievi il percorso delle strade che avevano il loro snodo principale proprio nel parco dell’antica Abellinum. «E’ fondamentale ricostruire il tessuto urbanistico e un itinerario di visita per quanti volessero osservare da vicino gli scavi della domus», ha concluso Quilici Gigli. «Abbiamo utilizzato una serie di tecnicche con ricognizioni e indagini mirate che ci hanno permesso un’analisi specifica, precisa e anche all’avanguardia. In questo caso, c’è stato un incrocio tra competenze e mondi diversi che stanno portando risultati eccellenti nell’ottica della creazione di un polo scientifico e turistico che sia un polo di attrazione socio – economico – ha detto Marcello Rotili, professore ordinario di Archeologia Medioevale, illustrando le tecniche utilizzate dalla Soprintendenza.
Il Soprintendente Giuseppe Muollo, invece, si è soffermato non solo sull’antica Abellinum ma ha presentato anche una pubblicazione dal titolo “Sculture lignee inedite tra gotico e rinascimento”, dove è stata affrontato il restauro del crocifisso del convento di San Giovanni Battista.
Exporienta, il Salone regionale della scuola e della formazione (25-26-27 marzo), Centro Servizi Pmi San Lorenzo

Il Ministro Rotondi, il Vescovo Marino e il sindaco Laurenzano inaugurano il Salone

Il Ministro Rotondi visita gli stand di Exporienta

Il saluto del sindaco alle autorità presenti

Le numerose autorità presenti alla manifestazione
«Exporienta rappresenta un’occasione di formazione fondamentale per i giovani della nostra provincia, un appuntamento che mette uno di fronte all’altro il mondo del lavoro e quello della scuola. Atripalda è orgogliosa di ospitare una manifestazione di questa importanza e di tale portata per il quarto anno consecutivo, a testimonianza di un impegno che si rinnova e si rafforza di anno in anno. Ho saputo che le prenotazioni e le presenze previste saranno davvero eccezionali quest’anno e ciò rappresenta già un grande successo per la manifestazione e per i suoi organizzatori. Spero, infine, che Exporienta non resti un episodio isolato nel panorama provinciale ma sia un volano per eventi e occasioni simili», così il primo cittadino Aldo Laurenzano. E’ il presidente della BImed da soli tre mesi ma ha già le idee molto chiare sul significato della manifestazione e, soprattutto, sulla necessità di ampliarne eco e portata. Tommaso Maria Ferri, avvocato, presidente della Fondazione umanitaria Ambrosini (di ritorno dall’ennesima missione umanitaria, questa volta nelle Filippine) è già soddisfatto della quarta edizione di Exporienta nel Centro Servizi di San Lorenzo ad Atripalda. «Il direttore del Salone (Andrea Iovino, ndr) mi ha confermato che le richieste di iscrizioni e di partecipazione alle attività in programma sono state di gran lunga superiori alle nostre disponibilità: questo dato, se da un lato ci conferma che gli organizzatori hanno svolto davvero un lavoro egregio, ci impone, dall’altro di studiare nuove soluzioni per ampliare il salone stesso». Il tema del salone di quest’anno è il new deal e la crisi economica: «E’ chiaro che il tema rispecchia perfettamente la principale emergenza che il mondo sta vivendo, laddove ogni piccolo imprevisto può cambiare completamente lo stile di vita delle persone – continua Ferri – ecco perchè il salone si pone l’ambizioso obiettivo di offrire prospettive serie ai giovani, partendo dalla sinergia con le associazioni e gli enti che saranno presenti ad Exporienta». La necessità formare ma anche quella di “legare” i giovani alla propria terra: «Non vogliamo perdere i nostri giovani, vogliamo, anzi, che siano il fulcro e la spinta a far crescere i nostri territori – continua il presidente della Bimed – la partecipazione della Fondazione Agnelli e della Fondazione per il Sud rappresentano proprio questo rinnovato interesse per i problemi del Mezzogiorno, all’interno di una struttura che rappresenta il vero motore portante dell’economia reale del Paese, ovvero la piccola e media impresa, alla quale non deve essere mai fatto mancare il nostro aiuto e supporto».
Isochimica e territorio, convegno della Conferenza dei sindaci dell’Asl Av2 (15 marzo 2009), Centro Servizi Pmi San Lorenzo

Il Ministro Gianfranco Rotondi, il direttore Franco Genzale e il sindaco Aldo Laurenzano

L'intervento del sindaco di Atripalda

Le richieste degli ex operai dell'Isochimica

La relazione del presidente dell'Alto Calore Servizi, Franco Maselli

La platea nella sala convegni del centro servizi
L’impegno del Ministro per l’Attuazione del Programma, Gianfranco Rotondi, ad aggiornarsi con un tavolo tecnico per affrontare le problematiche emerse, ha chiuso il convegno “Isochimica e territorio” che si è svolto ieri mattina nel Centro Servizi di Salerno. Il Ministro ha avuto la possibilità di ascoltare prima gli interventi degli esperti dell’Asl e dell’Arpac che hanno illustrato il tipo di intervento di bonifica della struttura che le preoccupazioni e le perplessità degli operai che si erano dati appuntamento proprio nella struttura atripaldese (ma nel suo intervento, il Ministro si è soffermato anche sul nuovo piano Casa che il Governo Berlusconi ha intenzione di realizzare, mettendone in evidenza i vantaggi per le zone irpine). Il “fuori programma” rappresentato dagli operai ex esposti all’amianto ha contribuito ad alzare i toni della discussione da un lato e a permettere un maggiore coinvolgimento dei residenti di rione Ferrovia e dei comuni dell’hinterland. Gli interventi tecnici sono stati seguiti anche da quelli del primo cittadino di Avellino Giuseppe Galasso che ha posto l’attenzione sulla necessità di un controllo dell’Asl dei lavori di bonifica e ha portato all’attenzione del Ministro Rotondi anche la vicenda rifiuti della provincia («Da oltre un anno, abbiamo mille ecoballe ferme a campo Genova: perchè non sono state ancora rimosse?»). Maggiormente incentrato sulle emergenze del territorio, è stato l’intervento del Presidente dell’Alto Calore Servizi, Franco Maselli che ha chiesto maggiore attenzione alla Regione per l’acqua irpina che rappresenta una risorsa che «purtroppo sta diminuendo ed è destinata a esaurirsi se non si attivano i provvedimenti e i progetti che abbiamo realizzato e che restano, inspiegabilmente, fermi alla Regione». Anche il presidente della Circoscrizione avellinese che include rione Ferrovia, Nando Romano si è voluto far portavoce dei timori e delle ansie dei cittadini e ha chiesto un maggiore coinvolgimento dei cittadini e non solo degli addetti ai lavori. «Sono molto soddisfatto dell’incontro, abbiamo cercato di tranquillizzare i cittadini, facendo un pò di chiarezza sugli interventi di bonifica che si andranno a svolgere e, inoltre, abbiamo voluto coinvolgere il Ministro Rotondi sulle principali emergenze ambientali che il territorio provinciale deve affrontare quotidianamente. Ringrazio Rotondi per la disponibilità e l’attenzione che ci ha dimostrato nel corso dell’incontro», ha commentato il primo cittadino Aldo Laurenzano.
“Nuove scoperte nell’antica Abellinum”, il convegno – incontro della Soprintendenza ai beni archeologici nella sala consiliare del comune (13 febbraio 2009)

Il saluto del primo cittadino

La relazione della Soprintendente Nava

La Soprintendente Nava, la professoressa Quilici Gigli e la dottoressa Fariello

La sala consiliare gremita
Una sala consiliare gremita ha accolto con curiosità ed entusiasmo il convegno organizzato dalla Soprintendenza ai beni archeologici di Avellino e Salerno che ha presentato le recenti scoperte effettuate nel sito storico di Abellinum. Gli scavi hanno messo alla luce tutta la realtà che coinvolgeva la pars pubblica della domus, le attività commerciali e le botteghe che popolavano l’area e che si affacciavano sul decumano principale. «Le ulteriori scoperte che abbiamo effettuato hanno messo in evidenza la grande ricchezza culturale e materiale che gli atripaldesi avevano raggiunto già nel corso del primo Impero romano», ha detto la Soprintendente Maria Luisa Nava nel corso del suo intervento. Una ricchezza testimoniata anche dai numerosi reperti ritrovati e che sono stati illustrati nel corso dell’incontro dal pool di esperti della Seconda Università di Napoli, coordinati dalla professoressa Quilici Gigli. «Abbiamo investito molto nell’antica Abellinum sia in termini di fondi, che di ricerca – ha detto la Nava – abbiamo condotto una serie di saggi che hanno messo in evidenza la straordinaria importanza del sito atripaldese non solo per la città del Sabato ma per tutto il Paese». L’incontro – convegno di ieri è stato introdotto dal primo cittadino Aldo Laurenzano: «E’ fondamentale recuperare il nostro patrimonio archeologico, vedo che il grande amore della Soprintendente in questo lavoro, lo stesso amore che mi coinvolge con tutti gli atripaldesi. E’ fondamentale che la cittadina del Sabato sia a conoscenza dell’inestimabile patrimonio che ha a disposizione e che il convegno di oggi possa servire a limitare finalmente gli esterofili e attirare nuovi imprenditori e investimenti. Infine, vorrei approfittare della presenza del Soprintendente Muollo per esprimere il mio sogno legato alla dogana che la immagino come il salotto buono della città e non certo come un luogo di attività commerciale». L’assessore alla cultura Luigi Adamo, invece, ha sottolineato «il grande interesse degli atripaldesi rispetto alla domus romana e la necessità di riportare alla luce la tomba a camera che sorge nei pressi di via Ferrovia. Sono molto contento, infine, del grande rapporto e del dialogo che siamo riusciti ad instaurare con la Soprintendenza».
Oltre alle importanti scoperte presentate, il filo conduttore dell’incontro è stato la necessità di condividere il lavoro della Soprintendenza con la cittadinanza: «E’ indispensabile che i cittadini sappiano quanto c’è nel nostro patrimonio storico e culturale perchè è immenso e perchè potrebbe costituire una forma di lavoro per i giovani neolaureati nella gestione e nella promozione del parco archeologico. La Soprintendenza non deve chiudersi e sono contento che l’Amministrazione comunale e la città abbia mostrato grande interesse sulla questione».
Nel corso dell’incontro, inoltre, la Soprintendente Nava ha preso un impegno pubblico anche per quanto riguarda la sistemazione del gruppo degli scout: «Con il sindaco abbiamo già individuato lo stabile che potrebbe ospitare sia la Soprintendenza che gli scout già a partire dal prossimo anno».
Un lungo applauso e un appuntamento a breve scadenza hanno chiuso l’incontro: «Fra qualche mese ci rivedremo per illustrare le ulteriori scoperte che faremo e per tenere sempre aggiornata la cittadinanza, così come il sindaco e l’Amministrazione ci ha chiesto».
La premiazione del maresciallo della caserma dei carabinieri di Atripalda, Vincenzo Sirico – 31 gennaio 2009

Il ringraziamento del primo cittadino Aldo Laurenzano

Il sindaco offre la targa di ringraziamento al maresciallo Sirico


- Sirico ringrazia l’Amministrazione e la città di Atripalda

- Anche la polizia municipale ha salutato il maresciallo

- Amministratori, consiglieri e cittadini

- I consiglieri di maggioranza e minoranza presenti nella sala consiliare
“L’Amministrazione comunale ringrazia per la preziosa collaborazione con gli organi istituzionali e per il proficuo lavoro svolto a tutela dell’ordine pubblico”, così recita la frase incisa sulla targhetta che il primo cittadino Aldo Laurenzano ha consegnato al maresciallo Vincenzo Sirico. «E’ un onore per me consegnare questa targa di ringraziamento al maresciallo Sirico per l’ottimo lavoro che ha svolto in questi due anni e mezzo nella cittadina del Sabato – ha detto il primo cittadino Aldo Laurenzano – il maresciallo si è fatto apprezzare non soltanto per l’ottimo lavoro svolto in quanto tutore dell’ordine ma anche per la disponibilità e per la sensibilità che ha sempre dimostrato». Alla manifestazione di saluto erano presenti assessori e consiglieri di maggioranza e minoranza, ma anche semplici cittadini che hanno voluto salutare il comandante della stazione che si trasferirà a Dentecane. «Sono molto emozionato e orgoglioso – ha commentato il maresciallo Sirico – sono soprattutto contento di essere riuscito a trasmettere il calore dell’uomo prima che il rispetto per la divisa. Quando il primo cittadino mi ha chiesto di partecipare a questa manifestazione, non ho potuto fare altro che accettare e ringraziarvi per il grande affetto e la collaborazione che ho sempre trovato». Al suo posto, subentrerà il maresciallo Costantino Cucciniello che era a Montoro Superiore: «Lo conosco, siamo stati colleghi a Taranto: è un ottimo carabiniere e un gran lavoratore e, soprattutto, un uomo che ama il suo lavoro nel rispetto della sensibilità delle persone».
“Shoah: la memoria condivisa, il dovere del ricordo e l’impegno per un futuro di pace” – 27 gennaio – aula consiliare di Atripalda



«Anche Atripalda ha ospitato degli internati ebrei nel corso della seconda guerra, come testimoniano gli archivi storici e le testimonianze, pochi per la verità, che siamo riusciti a rintracciare nel corso delle nostre ricerche», così Antonietta Favati, autrice del libro “Le internate” che ha introdotto l’incontro – dibattito che si è svolto il 27 gennaio nella sala consiliare del comune di Atripalda. Un incontro fortemente voluto dall’Amministrazione Laurenzano e dall’assessore delegato alla cultura Luigi Adamo. «Purtroppo la permanenza degli internati nella cittadina del Sabato è sempre stata molto breve, perchè il territorio atripaldese è stato sempre considerato sensibile da un punto di vista militare». E gli esempi non sono mancati, alcuni dei quali sono stati citati e raccontati nel corso dell’incontro dalla stessa Favati: «I miei studi partono dall’assunto di fondo che il popolo irpino non sia mai stato razzista, anche se ci sono stati esempi di antisemitismo piuttosto accentuati come la campagna antisemita ingaggiata dal Corriere dell’Irpina dal 1942 e che costrinse Guido Dorso ad abbandonare la direzione del giornale. In questo senso è lampante l’articolo “Il razzismo e la guerra”». Molto accorato anche l’intervento di Gianni Marino, direttore dell’archivio storico Cgil irpina che ha introdotto il tema “Il nazismo e l’Italia: l’eccidio di Cefalonia. «L’eccidio di Cefalonia rappresenta uno dei capitoli più bui e tristi della seconda guerra mondiale: in quell’occasione furono trucidati quasi diecimila soldati italiani e ho avuto modo di leggere un libro bellissimo di padre Romualdo Formato che era di Savignano Irpino. Da allora la mia vita è cambiata e chiunque abbia letto quel libro si porta dentro un pò della tragedia di Cefalonia». Paolo Speranza, direttore dei quaderni di Cinemasud ha introdotto il tema “Il cinema e la shoah”, anticipando la proiezione del film Train de vie. «Questo film si sta facendo strada tra i classici dedicati alla shoah e alla deportazione degli ebrei, tenuto conto che il cinema ha sempre dedicato grande attenzione a questo tema particolare. In Italia, ad esempio, il cinema ha sempre cercato di far comprendere i motivi per cui un popolo moderato come quello italiano sia stato travolto dal nazismo e dalle sue barbarie».
Tratto dal film “Train de vie” – Un treno per vivere (1998), di Radu Mihaileanu
– Dio esiste, Dio non esiste: che importanza ha? Vi siete mai chiesti se l’uomo esiste? Dio creò l’uomo a sua immagine… È bello: Schloime a immagine di Dio. Ma chi l’ha scritta questa frase nella Torah? L’uomo. Non Dio, l’uomo. L’ha scritta senza modestia, paragonandosi a Dio. Dio forse ha creato l’uomo, ma l’uomo, l’uomo, il figlio di Dio, ha creato Dio solo per inventare se stesso… L’uomo ha scritto la Bibbia per paura di essere dimenticato, infischiandosene di Dio… Noi non amiamo e non preghiamo Dio, ma lo supplichiamo. Lo supplichiamo perché ci aiuti a tirare avanti: cosa ci importa di Dio per come è?, ci preoccupiamo solo di noi stessi. Allora la questione non è solo sapere se Dio esiste, ma se noi esistiamo.